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mercoledì 8 settembre 2010

seeing eye dog

è il titolo del nuovo album degli helmet, una delle mie band preferite di quando ero pischello. la gioia che provavo ad ascoltarmeli in cuffia o in auto col volume a palla che tanto ero giovane e bello e chi se ne fotteva; le chitarre compressissime, i testi incazzati che si sposavano tanto bene con la mia voglia di spaccare tutto; e anche quando suonavo la batteria il mio modello era il batterista degli helmet; e pure adesso devo dire che riascolto volentieri grandissimi album come meantime o betty non senza improvvisarmi air guitarist. vabbè, bando alle rimembranze. i nostri mettono online la title-track e due versioni live di vecchi cavalli di battaglia (grazie totztotz/digra che lo ha segnalato su tuitter). insomma: saranno le mie orecchie invecchiate, saranno i plurimi ascolti degli album citati e di altri, sarà la naturale consapevolezza che certe cime si raggiungono una volta sola nella vita di una band, ma a me questo pezzo qui nuovo non piace: sa di già sentito, sa di minestra dell'altroieri, in pieno stile helmet per carità, ma ahimè trito e ritrito. mi fermo qui e aspetto di ascoltare l'album nel suo insieme, non appena scaricabile disponibile. dal vivo, manco a dirlo, restano insuperabili; nonostante le pose tennistiche di page hamilton (gambe larghe e chitarra impugnata come se si aspettasse un servizio bomba di ivan lendl).

invece stasera, che è il mio trentasettesimo compleanno, io vado a vedere i calibro 35, che suonano nella mia città. se sei in zona dovresti farlo pure tu, perché meritano un bel po'.

martedì 29 settembre 2009

musica mala

ecco cosa ho scoperto oggi:



i calibro 35, italiani, milanesi, bravissimi.
dal loro sito sito ci sono altri video e il loro disco costa solo 10 euri.

mi danno come l'impressione che da un momento all'altro possa bussare alla mia porta un maurizio merli incazzatissimo.

mercoledì 17 giugno 2009

muzik

è un po' (ehm.. un bel po', forse troppo...) che ascolto beatles a nastro. interi album, da revolver ad abbey road, passando per sgt. pepper e white album... e più ascolto queste perle, più mi convinco di quanto i quattro abbiano segnato la moderna musica pop e rock, e anche blues, per gli arrangiamenti innovativi, per il cantato, le parole: tracce indelebili, tatuaggi sulla pelle della musica che oggi riempie radio, tv e internet. esagero? po' èsse... come mai i beatles? colpa dell'essere umano in via di sviluppo, che me li ha fatti (ri)scoprire: un paio di anni fa, aveva tre anni il pupo, andammo in vacanza in auto con un unico cd di super hit beatlesiane. da allora è un continuo: sciloppiù, cammò millò, uichenuoghidaur, iellosammarì[1], le ascolta a oltranza, le canta a squarciagola, suscitando l'orgoglio di papà e gli sguardi sorpresi degli astanti. meglio i beatles di marco carta[2].

insomma oggi ho avuto il rigetto. basta beatles, almeno per un po'. avendo letto un paio di recensioni dell'ultimo album di un gruppo francese a me sconosciuto, tali phoenix, mi son detto "proviamolo". e mi piacciono un bel po'. prevedo (di nuovo) settimane di martellamento... chapeux!

[1] lui le canta così, ma i titoli si dovrebbero capire.
[2] questa me l'ha detta f., un diciottenne molto avanti. (se ami marco carta e questa frase ti turba molto, cazzi tuoi).

giovedì 26 febbraio 2009

finalmente

nonostante io sia veramente saturo di lavoro, famiglia e altre meravigliose rotture di coglioni, ho trovato il tempo di farmi desysoppare da uichipedia: non ho più i tastini, non che li usassi assai eh.. son felice e sereno, mi sono evitato la riconferma, e viste le ultime e l'andazzo della comunità in tal senso sono davvero contento "a priori".

e poi sono felice di aver saputo, tramite il buon ptwg e anche tramite feisbuc, che tornano insieme con un nuovo album e un nuovo tour (pare pure europeo) una delle compagini musicali migliori degli anni novanta: questi signori qua. giubilo.

giovedì 18 dicembre 2008

din don



dedicato ai tanti che vorrebbero vedere il natale, gli alberelli e i presepelli con una cadenza pari o maggiore al periodo orbitale della cometa di halley.

via caterpillar e frankie hi nrg mc

martedì 5 agosto 2008

attenti a quei due

a volte ritornano. e quei due quando lo fanno, lo fanno alla grande: senza clamori, ma, possiamo starne certi, lasciando l'ennesima impronta nel mondo e nel futuro della musica. forse esagero? probabile, ma il loro primo lavoro insieme, risalente a soltanto 27 anni orsono, è davvero un perla.

ps: spulciando il blog di byrne ho scoperto il robot julio ... io di robotica non so nulla, ma il video di 'sto robottino canterino è sconvolgente